Approvato il Decreto perequazioni pensioni. Pensionati ancora discriminati

Cagliari -

Approvato il Decreto perequazioni pensioni.

Pensionati ancora discriminati

 

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato  il Decreto Aiuti bis. Nel provvedimento ci sono la detassazione sul lavoro dipendente e la rivalutazione delle pensioni. Attenzione, spesso infatti i giornali parlano di aumenti delle pensioni, ma le norme sulla perequazione sono state pensate ed applicate per permettere un recupero parziale della perdita del potere d’acquisto. Non si può, quindi, parlare di aumenti vero e proprio delle pensioni, ma di un adeguamento effettuato sempre in ritardo, riferito all’aumento dei prezzi già avvenuto precedentemente.

 

Anticipo a ottobre del 2,2% del costo della vita sulle pensioni a fronte di un inflazione dell’8%

L’adeguamento prevede l’anticipo a partire dal primo ottobre un conguaglio dello 0,2% dell’assegno pensionistico sia la rivalutazione del 2% (tredicesima compresa) rispetto a quella che era già prevista per il 2023. Viene riconosciuto agli assegni fino a 2.692 euro (redditi fino a 35mila euro). Quindi, in pratica, l’adeguamento  della pensione all’aumento del costo della vita, parte da ottobre nella misura del 2,2% mentre poi, dal primo gennaio 2023, scatterà il conguaglio alla restante parte di indicizzazione già prevista.

 

Esempi di rivalutazione pensione

L’incremento della sola rivalutazione va dai 10,49 euro al mese per le pensioni minime a 51,39 euro per i trattamenti oltre cinque volte la minima. Una pensione media di 952 euro mensili avrebbe un aumento di 19 euro al mese, pari a 57 euro complessivi nel trimestre da ottobre a dicembre. In pratica un aumento di circa 10 euro lordi al mese ogni 500 euro di pensione percepita. A queste cifre, va poi aggiunto un ulteriore o,2% di conguaglio.

 

Va detto subito che i pensionati, pur pagando in percentuale più tasse dei lavoratori dipendenti, anche questa volta vengono esclusi dal beneficio della detassazione previsto per i lavoratori equivalente al taglio del cuneo fiscale dell’1,2% per i dipendenti con reddito fino a 35 mila euro, sui periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2022, inclusa la tredicesima. In pratica, alla platea di lavoratori dipendenti già beneficiari del bonus 200 euro di luglio, viene riconosciuto un ulteriore sconto sulle tasse in busta paga per il secondo semestre dell’anno che sale così dal precedente 0,8% ad un totale di 2% da luglio a dicembre.

 

Notiamo con grande disappunto che mentre  per i lavoratori si parte retroattivamente dal mese di luglio sino a dicembre, per i pensionati si parte solo da ottobre a dicembre.

 

È arrivata l’ora di chiedere con forza e convinzione la detassazione delle pensioni rapportandole alla tassazione media europea che raggiunge solo il 10%.

 

Cagliari 5-08-2022 USB PENSIONATI

 

 

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