USB Pensionati. SI TORNA AL WELFARE CARITATEVOLE

Roma -

SI TORNA AL WELFARE CARITATEVOLE

La proposta di legge di Bilancio presentata in questi giorni dal Governo Meloni prevede ART. 56. (Revisione del meccanismo di indicizzazione per il biennio 2023- 2024, l’introduzione di sei scaglioni di rivalutazione automatica delle pensioni partendo da una rivalutazione pari al 100% del dato inflativo, fissato al 7,3 % dal ministro dell’Economia, per le pensioni pari o inferiori a 4 volte il trattamento minimo, per arrivare ad una quota di rivalutazione del 35% per redditi superiori a dieci volte il trattamento minimo.

Riteniamo assolutamente inaccettabile tale previsione visto che il trattamento minimo a cui si riferisce la norma è di 524,34 euro ed il meccanismo di rivalutazione automatica comporta un aumento della pensione minima di 38,27 euro, vale a dire neanche un giorno di spesa visto l’aumento reale del costo della vita, per non parlare dell’aumento delle bollette energetiche.

Per non apparire indifferenti alla condizione di povertà che oltre 11 milioni di pensionati vivono, visti gli importi del trattamento minimo, al fine di contrastare gli effetti negativi delle tensioni inflazionistiche registrate e attese per il biennio 2022- 2023, nella proposta di legge si introducono poi due “bonus una tantum” uno di 7,8 euro al mese per il 2023 ed uno di 14,15 euro al mese a partire dal 2024.

Siamo tonati al welfare delle Opere pie ed all’enciclica di PIO VII tenere tra i fedeli una colletta settimanale e mensile la quale nella qualità e durata dipenderà dall’arbitrio dei contribuenti, bastando che la mano sia guidata dal cuore”.

Si fa un gran parlare di abrogare la Legge Fornero che è intervenuta prevalentemente solo in merito alla revisione dei criteri di uscita dal mondo del lavoro, dimenticando o facendo finta di dimenticare la cosiddetta riforma Dini del 1995 che introducendo il calcolo contributivo ha radicalmente trasformato il sistema, riducendo le pensioni a pensioni da fame, in particolare per le future generazioni la cui contribuzione è assolutamente inesistente a causa della discontinuità e povertà dei rapporti di lavoro e delle relative retribuzioni.

Due colpi ben assestati al sistema pensionistico del nostro paese che ci stanno facendo tornare alle iniziative caritatevoli dell’800.

È ora di cambiare strada restituendo dignità a chi esce dal mondo del lavoro con una riduzione della pressione fiscale sulle pensioni, attestandosi su un’aliquota corrispondente alla media di quella europea ed utilizzo del recupero fiscale all’interno del sistema per consentire, in attesa di una riforma complessiva, l’aumento delle pensioni minime e un fondo di garanzia per le future generazioni. Tutto il resto è acqua fresca.

La USB pensionati aderisce allo sciopero indetto dalla USB e da tutto il sindacalismo di base per il 2 dicembre e parteciperà convinta alla manifestazione nazionale del 3 dicembre a Roma contro la guerra ed il carovita

 

Roma 27-11-2022

UNIONE SINDACALE di BASE - U.S.B. PENSIONATI

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